Due parabole con un errore - Lc 15, 1-10 |
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Dal Vangelo secondo Luca |
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tutti i pubblicani e i peccatori |
Il Vangelo di Luca, più di altri, ci racconta la Misericordia di Dio, incommensurabile da quanto è grande, in cui è facile rimanere disorientati e perdersi perché è capace di spiazzare ogni umano sentire. Proprio per questo Luca è costretto a esagerare perché il paradosso ci aiuti a immaginare dentro quale profondità di amore siamo stati immersi. Inizia subito dicendo che “tutti” i pubblicani e peccatori, tutti i diseredati dalla vita si avvicinavano a Gesù. Tutti quelli che sono esclusi dai buoni, dai benpensanti, dai giusti, dai religiosi, dal clero non sono esclusi da Gesù, neppure quelli che all’epoca erano in qualche altro luogo o che adesso sono in qualche altro tempo. |
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e ne perde una |
L’altro paradosso è che il Pastore perde la pecora; è il Signore che smarrisce il peccatore, è una sua disattenzione che non ha permesso al suo amore di raggiungere l’uomo tanto da perdersi. In una sola affermazione ci è raccontato il dramma dell’uomo e la partecipazione di Dio a questo dramma. Tanta è la sua partecipazione che si mette alla sua ricerca lasciando gli altri da soli nel deserto. |
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accende la lampada e spazza la casa |
La seconda parabola è lo stesso racconto, al femminile: gli elementi sono simili, anche la donna perde la moneta, si mette a cercarla e trovatala fa festa con le amiche. Però cambia la proporzione: la pecora era in centesimo, la moneta un decimo della proprietà della donna; oggettivamente il valore della pecora e quella della moneta è simile, ma per la donna rappresenta molto di più. Per cercare la moneta la donna accende la lampada e spazza la casa. Questi atteggiamenti sembrano coinvolgerci un po’, anche noi siamo in quella casa con la lampada e la scopa … forse è l’immagine familiare, forse perché è difficile immedesimarci in una moneta come non lo è per la pecora, forse è la lampada accesa che ci ricorda la lampada da tenere sul lampadario (Lc 8,16 e 11,33) per fare luce intorno, o l’occhio che è come la lampada del corpo (Lc 11,34.36) che può scrutare tra gli anfratti del pavimento, tra le pietre sconnesse della nostra vita, negli angoli nascosti della nostra società e della nostra storia. Quanta voglia di pulizia! Quanta polvere, ragnatele, scarafaggi, parassiti infestano le nostre strade, ma la donna non spazza per pulire, ma per cercare. Non è andata nel campo per separare il grano dalla zizzania (Mt 13,29) ma per cercare il suo tesoro (Mt 13,44). Lo fa “accuratamente” con tutta l’attenzione e l’amore di una madre che cerca ciò che lei aveva perduto. Lui si è fatto uomo per essere vicino ad ogni uomo, ha sofferto l’emarginazione per essere vicino ad ogni scartato dalla vita, ha sofferto le conseguenze del peccato per essere vicino ad ogni peccatore … questo è il motivo della gioia nel cielo e davanti agli angeli di Dio. |